Alcune volte ci troviamo a dover risolvere i problemi di riqualificazione di un vecchio immobile o di un edificio storico.
Le caratteristiche che ci chiedono i clienti sono quasi sempre le stesse. In particolare la richiesta riguarda un efficientamento energetico completo ma che non faccia riempire i muri di muffa e che quindi faccia “respirare” la casa.
In questi casi scegliamo quasi sempre la canapa perché, quando analizziamo le caratteristiche qualitative e energetiche che si vogliono raggiungere, scegliamo un materiale che ci permetta di controllare il microclima interno più possibile, con la possibilità di regolare l’idroscopicità dell’ambiente.
Un materiale che abbia al tempo stesso anche la possibilità di sopperire o comunque di integrarsi in una muratura esistente che magari non è mai sempre perfettamente asciutta. Per cui c’è il bisogno di un materiale che comunque riesca a resistere alla minima umidità e che la possa regolare. E in questo la canapa ci viene in soccorso visto che è un regolatore naturale di umidità riuscendo a gestire fino a 5 litri per metro quadrato in base agli spessori utilizzati.
Per di più se si tratta di un edificio storico, abbinando la canapa a materiali come l’argilla cruda o altri materiali si ottiene un miglioramento del comfort abitativo.
Inoltre spesso c’è la necessità di un materiale che permetta di essere lavorato in modo agevole, perché quando ristrutturi magari un edificio storico, non è che si può prevedere una misura, uno spessore uniforme, tutto perfetto.
Quindi si ha la necessità di dovere utilizzare un materiale che si possa magari aprire, dividere, tagliare per potersi adattare ai travetti, ai travicelli, agli imbotti. Insomma, a tutte quelle situazioni che dal punto di vista progettuale magari sono abbastanza semplici ma poi quando ci troviamo in opera abbiamo bisogno realmente di un materiale più flessibile.
